Rapporto Censis/Ucsi che mostrano come stanno cambiando i consumi mediatici nell’anno della crisi
Ci sono voluti pochi anni perché si compisse una vera e propria rivoluzione nel sistema dei media. Una rivoluzione che ha subìto accelerazioni nella stagione della crisi economica. Dall’8° rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione viene fuori un generale e straordinario aumento degli utenti dei media.
La televisione. Il “piccolo schermo”, che nel 2001 raggiungeva già il 95,8% degli italiani, oggi si attesta sul 97,8%. La Tv satellitare passa dall’11,9% al 35,4% di utenti. Il digitale terreste vanta il 28%, quando ancora non tutte le regioni sono state raggiunte dallo swich off del segnale analogico. La Tv Web, con il suo 15,2% mostra un risultato di tutto rilievo, specialmente se si pensa che la Tv su Internet è seguita dal 41% dei giovani, tra i 14 e i 29 anni.
La radio. Lo strapotere della televisione, con la sua offerta crescente di canali e l’esplosione del downloading dei file internet, non ha per niente messo in crisi la cara, vecchia radio. Anzi. Il suo pubblico aumenta ulteriormente e passa dal 68,8% del 2001, all’81,2% dell’intera popolazione italiana, di quest’anno. Che adesso ascolta la radio anche dai lettori mp3 (18,6%); da Internet (8,3%); dal cellulare (8,1%).
Internet è il motore. E’ un dato inconfutabile che la Rete sia il motore della moltiplicazione dell’accesso ai media. Il tasso di diffusione del web del 47%nel 2009, è di gran lunga superiore al 20,1% del 2001. Insomma, la Rete rimane uno strumento cui hanno accesso diretto prevalentemente…